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Trading opzioni: quando la “scommessa” va male

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Trading opzioni: un mercato che ha in sé il concetto di rischio, quindi si deve essere preparati al meglio per affrontarlo!

Trading opzioni: un esempio dal “macromercato”

Il trading delle opzioni, o, per esteso, delle opzioni binarie, è definito proprio da questa caratteristica di avere due, e due soltanto, possibilità di esito.

Questo perché di fatto si tratta di prevedere una variazione, e la previsione può essere solo corretta o non corretta e, di conseguenza, profittevole oppure no.

L’aspetto della “scommessa” è quindi fondamentale: il guadagno si basa sul calcolo del rischio, sulle probabilità che un certo trend (quello su cui, di fatto, siamo andati a scommettere) venga mantenuto fino alla scadenza della scommessa, definita al momento di stipulazione del contratto.

Un tipo di trading finanziario, quindi, adatto per chi ama il rischio. Un tipo di trading finanziario per il quale l’analisi dei trend è fondamentale, perché intrinsecamente parte del calcolo delle probabilità su cui si fonda l’opzione stessa.

Un meccanismo, questo, che ormai è possibile utilizzare, dopo essersi opportunamente documentati magari con dei corsi online e con una piattaforma software che rende la gestione delle opzioni semplice e immediata, anche da casa.

Nondimeno, un meccanismo che viene utilizzato, con le debite proporzioni e adattamenti al contesto, anche a situazioni di macromercato e ai grandi “player” in campo.

E, sì, anche i grandi qualche volta sbagliano a fare e previsioni… Un esempio? L’hedging è un meccanismo finanziario con finalità diverse da quelle delle opzioni binarie (lo scopo è di ridurre – probabilisticamente – il rischio finanziario) ma basato sulla previsione probabilistica di trends. Meccanismo utilizzato per esempio da aziende come RyanAir per acquistare il carburante in anticipo con un prezzo determinato al riparo dalle fluttuazioni di mercato.

Ma l’ultimo tentativo, al genio della finanza Michael O’Leary, tra l’altro fresco membro del famigerato Bilderberg Group, è andato male: la “scommessa” sul prezzo del carburante è costata a RyanAir 200 milioni di euro. Speriamo che questo non comporti l’eliminazione dei famosi voli a €9,99… 😉

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Massimiliano Roveri

Massimiliano “Q-ROB” Roveri scrive per, su e di Internet dal 1997.
Laureato in filosofia e prestato al mondo IT blogga, condivide (e insegna a bloggare e condividere) tra l’Irlanda e l’Italia.